Il blog di Alex Proyas, #2: anatomia dell’incidente aereo

2 agosto 2009 John Doe 3 commenti

Continuiamo a riportarvi i post del blog di Alex Proyas tenuto dal regista su Slashfilm nelle settimane precedenti all’uscita di Segnali dal Futuro (Knowing) negli Stati Uniti. In questo nuovo post Proyas spiega come è stata realizzata una delle scene più spettacolari, catastrofiche e complesse del film, che è anche una delle più difficili a livello tecnico mai realizzate dal regista:

L’incidente aereo è una scena che, per me, è stata una vera sfida. Credo fosse essenziale che una delle previsioni divenisse realtà quasi all’inizio del film: qualcosa di così realistico e orribile che non avrebbe permesso ai protagonisti di ignorare la lista di numeri.

Ho girato questa scena in un’unica inquadratura senza soluzione di continuità, con una macchina da presa a mano. Si tratta di una inquadratura continua di quasi tre minuti, dove praticamente qualsiasi cosa prende fuoco o esplode. Non potevamo fare alcun errore, per nessun motivo: volevo che gli spettatori venissero catturati verso le più oscure profondità di quell’ambiente terrificante assieme Nicolas Cage. Ci abbiamo messo due giorni a organizzare la scena, e devo dire che sono molto felice di come è venuta.

Non che tutto sia filato liscio come l’olio. Quando tenti di organizzare scene ambiziose come questa, un’unica inquadratura piena di effetti speciali, effetti visivi, stuntmen, cariche esplosive, un’unica cosa è sicura: la legge di Murphy si verificherà prima o poi. Non importa quanti storyboard, pre-viz, prove, incontri di produzione abbiate fatto (credetemi: ne abbiamo fatti parecchi).

Il nostro problema più grosso quei giorni è stato con la macchina da presa. Non abbiamo mai scoperto cosa stesse causando quel problema (sono sicuro che il sole australiano, le macchine della pioggia, le palle di fuoco e le esplosioni non abbiano aiutato un gran che), semplicemente l’obiettivo continuava ad appannarsi (e sì, ovviamente avevamo qualsiasi attrezzatura anti-appannamento possibile e immaginabile). Un secondo vedevo i monitor adorando qualsiasi cosa venisse ripresa, e un secondo dopo… non si vedeva più nulla. Ogni volta che interrompevamo ci voleva un’ora per riallestire tutto, quindi lavoravamo contro il tempo. Penso che quel giorno siano stati girati almeno sei ciak, e la maggior parte erano inutilizzabili perché Nicolas Cage scompariva inevitabilmente in mezzo alla nebbia della lente appannata. Fortunatamente, a fine giornata, quando il tempo stava terminando, ci siamo trovati tra le mani l’unica “buona”, il nostro ciak definitivo: quello utilizzato nel film!

La scena in questione è la seguente:

 


 

Fonte: Slashfilm

Area 51, alieni in zona?

31 luglio 2009 Numero 6 1 commento

Anche chi non è molto interessato a teorie cospirazioniste, probabilmente ha sentito parlare dell’Area 51. Troppi i riferimenti a questa zona presenti nella cultura popolare, dalla pellicola Independence Day al videogioco Tomb Raider, per arrivare all’ultimo episodio della saga di Indiana Jones, Il regno del teschio di cristallo.

Ma cos’è l’Area 51? Ufficialmente, per quello che è stato comunicato (poco e solo recentemente), si tratta di una base aerea militare, che si trova nel Nevada, uno stato americano, e che viene utilizzata per dei test legati a veivoli sperimentali e sistemi per conflitti. Prosegui la lettura…

Il volo United 93

29 luglio 2009 Numero 6 4 commenti

La sorte del volo United 93 (argomento anche di un bel film di Paul Greengrass) è quella che fin dall’inizio ha generato le maggiori discussioni tra i quattro aerei dirottati l’11 settembre. D’altronde, si tratta anche dell’unico aereo dirottato dai terroristi che non ha raggiunto il suo obiettivo (forse la Casa Bianca) e non possiamo essere completamente certi di quello che è avvenuto a bordo. Anche se, senza dubbio, la ricostruzione che vede i passeggeri ribellarsi contro i dirottatori, dopo aver saputo per telefono degli altri aerei usati come arma, rimane decisamente molto probabile. Prosegui la lettura…

Tutte le curiosità su Segnali dal Futuro

28 luglio 2009 John Doe Nessun commento

Lo sapevate che il regista che doveva girare Segnali dal Futuro prima che la Summit scegliesse Alex Proyas era Richard Kelly, autore di Donnie Darko? E che il film era della Sony/Columbia? Questa è solo una delle curiosità e dei trivia sul thriller fantascientifico che abbiamo aggiunto nella sezione dedicata alle curiosità.

Qui sotto ne trovate alcune:

  • E’ il primo film di Alex Proyas girato completamente con cineprese digitali. In particolare, Proyas ha usato il sistema Red One digital camera.
  • L’intera sequenza dell’incidente aereo è girata come un unico piano sequenza, una inquadratura unica della durata di due minuti che è stata girata in due giorni di duro lavoro.
  • E’ il secondo film con Rose Byrne nel quale si parla della possibile fine del mondo: l’altro è Sunshine, di Danny Boyle (2007).

CONTINUA A LEGGERE LE CURIOSITA’

Ecco la galleria ufficiale di Segnali dal Futuro

26 luglio 2009 John Doe Nessun commento

Abbiamo aperto la galleria ufficiale di Segnali dal Futuro.

Nella fotogallery potete vedere le migliori foto di produzione del film di Alex Proyas, che mostrano alcune delle scene più spettacolari del thriller fantascientifico e il cast al completo.

Cliccate sull’immagine per accedere alla gallery:

 

Ma Paul è morto?

23 luglio 2009 Numero 6 7 commenti

Grazie a un corposo articolo del Wired italiano (con tanto di copertina) è tornata in auge una delle leggende metropolitane (o teorie complottistiche) più affascinanti e macabre. Si tratterebbe della ‘presunta’ (molto presunta) morte di Paul McCartney, avvenuta in un incidente stradale il 9 novembre 1966 e mai comunicata ufficialmente. Secondo questa teoria, gli altri tre Beatles non hanno mai rivelato la verità, decidendo invece di prendere un sosia e far finta di nulla.

Va detto che l’articolo di Wired (che è affidato a due esperti di biometria) ha l’intelligenza di non prendersi troppo sul serio, mentre non si può dire lo stesso di tanti giornalisti che lo hanno ripreso, sostenendo che per questa teoria ci sarebbero numerose ‘prove’. Prosegui la lettura…

Ottimo esordio di Segnali dal Futuro in Home Video negli USA

21 luglio 2009 John Doe Nessun commento

Ancora non è uscito in Italia, e già parliamo dell’home video di Segnali dal Futuro.

knowing blu-raySì, perché il film è appena uscito in DVD e Blu-Ray Disc negli Stati Uniti (7 luglio), ed è balzato in testa alla classifica dei titoli più venduti: Knowing (questo il titolo originale) ha venduto infatti 773mila copie negli USA nella prima settimana, per un totale di oltre dodici milioni di incasso. Per fare un paragone, le altre nuove uscite della settimana, Push (sempre della Summit Entertainment) e Il Mai Nato (The Unborn, della Universal) hanno incassato rispettivamente 7,4 e 4,5 milioni di dollari, al secondo e terzo posto.

Non è il primo successo del film fantascientifico al botteghino: costato 50 milioni di dollari, ne ha incassati ben 150 in tutto il Mondo, equamente ripartiti tra Stati Uniti e resto del Mondo. Noi saremo praticamente gli ultimi a vederlo: fortunatamente, manca poco al 4 settembre

Fonte: the-numbers.com

Ma siamo veramente stati sulla Luna?

20 luglio 2009 Numero 6 3 commenti

Prima che le discussioni sull’11 settembre diventassero il Santo Graal delle teorie cospirazioniste, il ‘primato’ in questa categoria era detenuto dall’atterraggio dell’Apollo sulla luna. Argomento che continua a far molto discutere, soprattutto in questo periodo (oggi infatti sono quarant’anni esatti da quello storico evento).

La questione è talmente vasta che di teorie complottistiche ce ne sono diverse. Prosegui la lettura…

Segnali dal Futuro: il blog di Alex Proyas, #1

17 luglio 2009 John Doe 1 commento

Alex Proyas, il regista di Segnali del Futuro, ha scritto sul noto blog di cinema Slashfilm alcuni interventi in occasione dell’uscita del kolossal fantascientifico nei cinema americani lo scorso marzo. Ecco il suo primo intervento,

Spero che troviate interessante quello che ho da dire sul mio nuovo film, Segnali dal Futuro. Farò cinque interventi nelle prossime settimane, e l’ultimo sarà una intervista Domande/Risposte con i lettori. Per chi non lo sapesse, sta per uscire il mio nuovo film, intitolato Segnali dal Futuro. Nel cast, Nicolas Cage in un ruolo che – vi garantisco – è davvero inedito per lui. Penso che abbia fatto un ottimo lavoro, e sarete d’accordo con me quando lo vedrete.knowing

Di cosa parla Segnali dal Futuro? La trama si concentra sulle vicende di un uomo che si trova tra le mani una curiosa lista di numeri che, una volta decodificata, si scopre aver predetto tutti i principali disastri del mondo degli ultimi 50 anni. I numeri proseguono, e ci sono nuove previsioni di distruzione di massa (compresi i numeri di morti), finché la lista non si interrompe… bruscamente.

Knowing è una storia intrigante e originale, e penso che abbia alla base una idea molto interessante. Parla di un uomo che cerca il significato della sua vita, in un universo che ritiene privo di senso, per poi scoprire di avere una parte da giocare nel proprio destino. In molti modi la storia parla del confronto con il proprio destino e con l’inevitabile, ma offre anche grande speranza e segna persino un sentiero per il percorso di trascendenza spirituale del protagonista. Ci sono interessanti idee filosofiche alla base della trama di questo film, che si sviluppa nella forma di un viaggio riguardo il cerchio della vita e della morte, e la speranza che riponiamo nei nostri figli.

Ad ogni modo, Segnali dal Futuro è anche un grande thriller, anche se ritengo che la cosa importante è che dietro a tutto questo ci sia un grande significato.

Insomma, un thriller fantascientifico di contenuti. Nelle prossime settimane vi tradurremo gli interventi successivi del regista, nei quali entra nel dettaglio di alcune sequenze e tematiche del film. Continuate a seguirci!

Fonte: Slashfilm

Un missile al Pentagono?

16 luglio 2009 Numero 6 7 commenti

Una delle teorie da cui è nato il discorso complottista (e anche il conto in banca di Thierry Meyssan) è quella del missile che colpisce il Pentagono. Francamente, non ho mai capito perché un eventuale organizzatore di un complotto così ardito, dovrebbe prendersi la cura di dirottare un aereo, farlo sparire con tutti i suoi passeggeri per poi lanciare un missile, ma far finta che in realtà sia stato l’aereo a colpire il Pentagono, il tutto ovviamente sperando che non ci siano testimoni, quando in realtà anche il missile poteva essere utilizzato per lanciare l’idea del complotto (basta dire che lo hanno lanciato dei terroristi).

Detto questo, le prove portate non sono molto convincenti. La maggiore è la celebre foto del foro del Pentagono, che sembrerebbe indicare un foro di entrata molto ristretto (5-6 metri), decisamente troppo poco per un aereo. Prosegui la lettura…