Se tanti fenomeni misteriosi hanno semplicemente un seguito di culto, quello dei cerchi nel grano (o comunque in un campo caltivato di dimensioni notevoli) è invece popolarissimo anche per il pubblico comune. Merito soprattutto della televisione e di alcune pellicole cinematografiche, tra cui forse quella più popolare è Signs di M. Night Shyamalan, con protagonista Mel Gibson.
Ovviamente, non si tratta tanto della bellezza delle composizioni create (anche se alcune sono decisamente mozzafiato), ma della natura misteriosa dei ‘creatori’. Semplici fenomeni naturali, realizzazioni umane o addirittura opera degli alieni?
La popolarità del fenomeno inizia in Inghilterra una trentina di anni fa, ma in realtà già negli anni sessanta in Australia era discretamente conosciuto. All’inizio, c’erano figure molto semplici, che poi, col passare del tempo, sono diventate sempre più complesse. Così, anche le teorie sono diventate più elaborate. All’inizio si pensò a un semplice fenomeno naturale, ma poi prevalsero varie ipotesi, come delle sfere di luce mobili, delle frequenze sonore che davano origine a queste forme o un satellite artificiale in orbita. Ovviamente, la teoria che più ha conquistato il pubblico è legata ai dischi volanti, che provocherebbero queste strutture nell’atterraggio.
Tuttavia, a un certo punto arrivarono le prime rivelazioni dei creatori, decisamente umani in carne e ossa. Tra questi, i più famosi sono sicuramente Doug Bower e Dave Chorley, Nel 1991, i due annunciano che i primi cerchi usciti negli anni ottanta sono stati un prodotto del loro lavoro e dimostrano come è possibile realizzare queste opere con tempi e attrezzature ridotti. Da lì, c’è stato anche chi, come gli artisti riuniti nel sito Circle Makers, hanno deciso di creare e promuovere cerchi sempre più elaborati e spettacolari, il tutto senza bisogno di grandi mezzi tecnici ed economici.
Come solito, ovviamente, l’unica cosa sicura è che il pubblico adora l’idea dell’esistenza degli alieni e la inserisce in qualsiasi fenomeno più o meno misterioso. Tuttavia, è triste pensare che non si riesca a credere che opere così belle siano frutto dell’impegno umano e si debba rendere merito a specie aliene…